Yahoo e Firefox: un rapporto da un miliardo di dollari

Uno dei motori di ricerca più diffusi in rete è Yahoo, che tra l’altro è proprietario anche di molti altri servizi informatici, come ad esempio la casella di posta elettronica. Difficile però di questi tempi tenere il passo con Google e con il suo motore di ricerca: nonostante siano state messe in campo moltissime azioni per risollevare le sorti di Yahoo, l’azienda negli ultimi anni ha fatto registrare un calo costante tanto che oggi si vocifera che dovrà essere venduta a terzi per risollevare le sue sorti.

Da questo evento potrebbe trarre vantaggio anche Mozilla Firefox e soprattutto la sua fondazione. Firefox è uno dei più popolari browser web presenti in rete, che fino a qualche anno fa usava come motore di ricerca predefinito Google. Ai vertici del Panda Rosso, però, ad un certo punto hanno stipulato un accordo con Yahoo, che è diventato il nuovo motore di ricerca predefinito del sistema di navigazione. L’accordo risale al 2014, quando a Yahoo era appena arrivata Melissa Mayer come nuovo CEO. L’azienda era già in difficoltà, soprattutto perché vessata dalla concorrenza, e il compito della Mayer era quello di rimettere a posto le cose. In effetti nei primi tempi della sua amministrazione le acque sembravano muoversi e Yahoo aveva ripreso brio; salvo poi tornare a calare a picco nelle quotazioni fino al punto in cui ora è molto più che probabile che la sua liquidazione definitiva verrà decisa entro la fine del mese di luglio 2016. Tra i possibili acquirenti in testa c’è Verizon, che sarebbe disposta a pagare cifre che oscillano tra i 3 e i 4 miliardi di euro, dopo aver già acquistato AOL per entrare nel mondo dell’advertising.

Se Verizon acquistasse Yahoo, è probabile che la Mayer verrà sostituita con Tim Armstrong, capo di AOL. Ma Verizon non è interessata ad acquisire in toto Yahoo, in quanto le sue mire sono puntate solo sugli asset internet: quindi è probabile che la società venga smembrata tra più acquirenti. Altri nomi che si sono fatti avanti sono Alibaba e Softbank. Sembrerebbero invece essere fuori dai giochi dei colossi come Microsoft e Google stesso, non perché non interessati, ma perché l’antitrust potrebbe vietare una possibile acquisizione da parte loro per evitare la nascita di un monopolio. A chi si sta chiedendo cosa c’entri esattamente Mozilla in tutto questo, il motivo si rintraccia nel fatto che, al momento in cui la Fondazione accettò di adottare Yahoo come motore di ricerca predefinito, impose anche una clausola.

Qualora prima del termine del contratto Yahoo fosse stata venduta a terzi, la Volpe di Fuoco avrebbe avuto diritto ad un risarcimento per gli introiti mancati: la bellezza di 375 milioni di dollari all’anno per tre anni, vale a dire più o meno un miliardo di dollari in tutto. La motivazione di questa clausola si lega probabilmente al fatto che già ai tempi dell’accordo Yahoo navigava in cattive acque, per quanto all’epoca ci fossero timide speranze di ripresa; inoltre Mozilla in genere usa app ed estensioni free, quindi la sua unica fonte di guadagno sono proprio gli accordi stipulati con società che possono trarre visibilità da una partnership con questo browser web che, per quanto sia sempre un passo indietro a Chrome ed Explorer, resta comunque uno dei più utilizzati dai navigatori di tutto il mondo. Solo a fine luglio si saprà dunque la sorte finale di Yahoo, e se Mozilla avrà diritto al suo sostanzioso risarcimento.